Bambini si sanno concentrare?

Spesso le mamme mi riferiscono che i loro bambini sembrano incapaci di concentrarsi, passano da  un’attività all’altra senza terminarne nessuna, si stufano presto dei giochi nuovi lasciando attorno a loro un
gran caos. Quest’atteggiamento sempre più frequente, porta a credere che l’essere distratti sia un comportamento tipico dell’infanzia, quando, in realtà, non è così. Il bambino, posto nelle giuste condizioni,
è capace d’intensa concentrazione ed è un lavoratore instancabile. Montessori parlava dello “spettacolo del bambino concentrato” ed effettivamente è bellissimo vedere un piccino di tre anni pulire il suo tavolino o portare un vassoio con un bicchiere con un impegno tale che nulla potrebbe distrarlo. Perché allora, i nostri bambini sembrano spesso incostanti? Le cause sono da ricercare nei troppi stimoli cui sono sottoposti, nella disorganizzazione dell’ambiente, nelle attività poco significative o non in linea con la loro età.
Happy kid brushing teethSpesso i bambini possiedono troppi giochi e spesso questi giochi sono ritirati in cesti o contenitori a casaccio. Per Montessori ogni gioco ha il suo posto e ogni materiale è suddiviso per categorie (macchinine con macchinine, bambole con bambole). Per riorganizzare una cameretta, bastano dieci minuti e qualche scatola tipo Ikea di quelle trasparenti in cui ritirare i giochi divisi per categorie. Il bambino impara così i precursori dell’ordine, della categorizzazione, della matematica. Chiediamo al bambino di usare una scatola alla volta e di ritirare dopo aver usato i giochi, lodandolo molto per il suo impegno e per il lavoro ben fatto.
Se vogliamo che il bambino sia autonomo, Montessori diceva “aiutami a fare da solo”, diamogli l’opportunità di esserlo: che ci sia un appendino alla sua altezza per ritirare la giacca quando entra in casa e un posto per le sue scarpe, così come un rialzino per il wc e per il lavandino in modo che possa raggiungerli agevolmente. Siano accessibili i sui oggetti di uso frequente: il bicchiere per l’acqua, i fazzoletti per il
naso, spazzolino e dentifricio, i colori per disegnare.
Coinvolgiamo i bambini nelle nostre attività quotidiane, già a tre anni possono lavare le carote o portare i
piatti in tavola. Loro amano imitarci e lavorare insieme a noi, perché sanno molto bene che le attività di un
adulto sono “per davvero” e utili ad un qualche scopo. Esserne parte insieme a noi li fa sentire grandi, utili,
competenti, attiva la voglia di raggiungere un risultato (ad es. i biscotti per la merenda) e rafforza la
relazione tramite il tempo condiviso. E tra un’attività e l’altra ben venga il gioco libero e la noia, che non
sarà più vacuità ma tempo per assimilare esperienze significative.
Valentina Barovero
Psicologa Ipnologa
PASSI DI PACE – Vivere in armonia
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